…Spartani!…

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300 è uno di quei film che sbalordiscono. Mette insieme generi, stimoli, sensazioni e ne viene fuori qualcosa di unico, quasi indescrivibile.

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Mi verrebbe da accostarlo all’album "S&M" che i Metallica hanno inciso con l’orchestra sinfonica di San Francisco. 

  

 

 

 

 

 

Lì ci sono chitarre elettriche, suoni metal e violini domati dalla voce calda di Hetfield. In 300 uomini seminudi dal fisico statuario tagliano teste e gambe danzando, nell’antica grecia, al ritmo di una musica rock dominata da una fotografia sorprendente. Il risultato è per entrambi un ottimo mix.

 

300, pur essendo molto bello, non è certo il miglior film che abbia mai visto. Ma è un film che mi ha stupita per la sua complessità. Per l’azzardo con cui unisce – come fa "S&M" – mondi completamente opposti in un’unica scommessa. Con cui coniuga la bellezza del fotogramma con la fluidità della colonna sonora; la storia con la finzione; la realtà con gli stereotipi.

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Le polemiche. Parto con il dire che 300 non è un film storico: è semplicemente un fumetto in movimento. E, tenendo conto di questo, vien da sé che le polemiche che hanno anticipato la sua uscita diventano ancora più sterili di quanto (mi) sembrassero. 

Gli Iraniani si sono detti offesi dal fatto che nel film i persiani (che cercano di invadere la Grecia) prendano le sembianze di mostri. E’ effettivamente così: i persiani sono deformi, lascivi. Sono così perché sono gli stranieri abitanti di terre ancora poco conosciute. E si sa che quello che non è conosciuto è spesso riplasmato con paure e fantasie più che con la razionalità. Lo stesso concetto dell’Est misterioso si ritrova (anche se in altri tempi e in altri luoghi) in Baudolino di Eco: popoli sconosciuti si trasformavano in tribù di uomini giganti, nani, con una sola gamba o un solo occhio nella testa di noi occidentali.

Niente di personale, quindi: solo la fantasia di poveri greci che vivevano di oracoli e leggende, sprovvisti di Licia Colò e "Alle falde del Kilimangiaro". E, per inciso, nel film gli spartani – che uccidono i messaggeri, ridono mentre stanno per morire e costruiscono mura di sassi e cadaveri – sono tanto brutali quanto i persiani.

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Il film. Sorprendente, ho detto. Perché ogni inquadratura è curata come una fotografia d’Autore. E sulle più belle Snyder (regista di 300) insiste con lo slow motion, rallentandole fino a fermarle, per consentire allo spettatore di gustarne tutti i particolari, fino in fondo.

Ne viene fuori un’armonia disarmante.

I profili dei soldati sembrano quelli disegnati sugli antichi vasi greci. Elmi, lance e scudi definiti fino all’inverosimile. Il risultato è surreale. 

Una cura che disarma. Anche nei colori. Il rosso sangue dei mantelli spartani, il dorato di Serse, il bianco e nero di Sparta: mi è sembrato di ritornare indietro ai film impressionisti della Francia degli anni Venti; a quei film in cui gli ambienti si colorano degli stati d’animo di chi li vive. 

Una scelta molto elegante che fa spostare l’attenzione dal contenuto della pellicola alla sua forma.

Lo sguardo in camera di Leonida, qui, è pura forma.

Non sono quindi i dialoghi – altisonanti, retorici, belli, anche se a tratti - a dare spessore al film: sono la regia, la disposizione dei corpi nello spazio, i colori, la colonna sonora. Il profilo di Leonida stagliato al centro del passo delle Termopili, ripreso in contre-plongee, enorme e scurito, prima di esser colpito dalla pioggia di lance, è per me l’immagine più bella di tutto il film. Imponente, toglie il fiato.  

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Dovrei rivedere 300 almeno un altro paio di volte per farne una critica più dettagliata. Perchè vederlo un’unica volta è come esser sbalzati in una dimensione ricchissima, in cui suoni, dialoghi e immagini travolgono.

E’ un film passionale, 300. Nonostante "a Sparta non ci sia spazio per i sentimenti". Perché gli spartani dimostrano con il proprio vigore che le emozioni esistono anche quando sono nascoste dietro ad un volto imperturbabile. La voce narrante ripete che "non è la paura che li governa, ma l’assoluta percezione delle cose". Passione e razionalità: non c’è nulla di più sensuale.

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L’incontro tra greci e spartani è meraviglioso. Paesaggio minimale: sul profilo di una montagna da un lato ci sono i trecento spartani, dall’altro i greci sfavorevolmente colpiti dall’esiguità del numero degli alleati. Il virgolettato è mio, me ne prendo le responsabilità. Ma il senso è quello. "Ti sei un po’ sprecato, Leonida! Non dovevi portarci un esercito??". Pensa il comandante ateniese. E Leonida interroga i ragazzi ateniesi. "Tu che lavoro fai?" "Il vasaio". "E tu?". "Lo scultore". E via così. Poi si rivolge ai suoi. "SPARTANI? Qual è il vostro lavoro". E i trecendo rispondono con il loro grido di guerra. "Mi sembra di aver portato più soldati di te". Che dire. Qui mi sono davvero entusiasmata.

    

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  1. Premetto che ho imparato a memoria la graphic novel. Mi sembra che ci sia una differenza sostanziale tra ciò che hanno tratto dal fumetto e ciò che hanno aggiunto per “allungare” il film ( tutta la storia di Terone). Un’altra scena bellissima è il colloquio tra Serse e Leonida. Un esempio di come andrebbero trattati i tiranni di tutto il mondo :-) Mi piacciono gli uomini che dicono cose forti in maniera sprezzante e ironica.

  2. Siccome lo voglio andare a vedere al cinema, e alla quinta frase sentivo odore di spoiler mi sono fermata. Però ti posso dire che S&M è fantastico.

  3. Per me è il film perfetto.
    Che sembra un’esagerazione e forse lo è, ma per la prima volta credo, ho visto una cosa e ho detto “se l’avessi dovuta fare io, l’avrei fatta allo stesso modo, non avrei voluto cambiare nulla”.
    See ya!

  4. Raggio, la graphic novel non l’ho letta perché di solito i fumetti non mi attirano (sarà che finiscono troppo presto!).
    Però è vero che anche le scene in cui ci sono insieme Leonida e Serse sono favolose, proprio nei dialoghi. Mi pare che nella prima Leonida risponda al persiano una cosa tipo “E’ proprio quell’inginocchiarsi che non mi convince troppo”.
    Sono riuscita a trattenermi dall’alzarmi in piedi e urlare “E vvvvvvvvaaaaiii” ruotando il braccio destro davanti alla mia faccia. Ma è stato davvero molto difficile.
    Quel Leonida è un mito. Sprezzante e ironico quanto basta. Proprio perfetto.
    ;-)

  5. Arestix, in rete o al cinema non importa: basta riuscire a guardarlo. Comunque in Iran pare che ci siano già le copie pirata da un bel po’. Ora, a meno che l’Iran non sia più evoluta del meridione d’Italia nella contraffazione, immagino che anche in giro per le strade (o per internet) si riesca a trovare qualcosa.

    Robin, hai ragione. Solo per il doppiaggio ho un po’ da ridire (il trailer in inglese era spettacolare, molto più coinvolgente!). Ma per il resto, ogni scena era la migliore possibile.
    D’altronde, avere Miller come sceneggiatore mica è roba da poco!

  6. Ehehehhehe, Alicy, hai fatto bene. Ma comunque non ci sono tanti spoiler (almeno non mi pare).

    Voglio darti un consiglio, però (se lo accetti). Quando vai a vedere il film devi fare attenzione ad una scena in particolare (e questo non è uno spoiler, don’t worry): Leonida completamente nudo preso di spalle mentre guarda fuori dalla finestra della propria camera. Un’inquadratura perfetta di un corpo perfetto.
    Solo per quell’immagine varrebbe la pena di vedere 300. Per l’inquadratura, eh.

    E comunque, sì. S&M è fantastico.

    ;-)))

  7. Ehm…Alicy…che domanda difficile…mi metti in difficoltà! Ora non è che posso rinnegare il mio Colin (di cui ho visto anche il celeberrimo video dietro tuo utilissimo suggerimento). Però…però…Gerard Butler visto da dietro nudo non è per niente male. Nonononono. Proprio perfetto. Sìsìsì.
    Poi mi dirai.

    ;-))

  8. http://nephi[..] Giorni fa mi tormentavo interiormente pensando a come una donna eterosessuale possa preferire una donna ad un uomo. Ho messo nero su bianco, su questo blog, questo mio enorme disagio e volete sapere cosa è successo? . Questo. . . . Invece che [..]

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